Archiviato in: Reggio | Tag: aiuta, Anche, Campania, Emilia, Reggio, Rifiuti, smaltimento
REGGIO. Di ufficiale a Reggio neanche una telefonata. Perché tanto ai piani alti di Palazzo Allende – sede istituzionale della Provincia – quanto nel quartier generale di Enìa (la multiutility che si preoccupa di gestire la spazzatura di casa nostra, oltre che di fornire acqua, luce e gas ai cittadini) al momento restano tutti in attesa. Di uno squillo da Bologna. Per capire se i rifiuti a cielo aperto della Campania – quelli che hanno scatenato la bagarre degli ultimi giorni – dovranno essere realmente dirottati in una delle tre discariche reggiane o inceneriti nel vecchio termovalorizzatore di via dei Gonzaga a Sesso. Ieri a Palazzo Chigi, infatti, il presidente della Regione, Vasco Errani, ha detto che l’Emilia-Romagna è pronta a fare la sua parte.
Un incontro, quello che si è svolto ieri nella Capitale, che è servito al premier Romano Prodi per fare il punto della situazione. «Non è stato fatto nessun numero – ha detto infatti Errani al termine del summit, affiancato dall’assessore regionale all’Ambiente, il reggiano Lino Zanichelli -, né è stato affrontato alcun particolare tecnico della vicenda. Ci siamo limitati a dare una risposta politica accettando l’invito del presidente Prodi ad aiutare il superamento dell’emergenza. I tavoli tecnici partiranno subito per definire i particolari dell’operazione».
Pare, tuttavia, che ancora ieri la questione fosse rimasta aperta sulla necessità di agire in maniera compatta. Tradotto: fare in modo che tutte le regioni, nessuna esclusa, ci mettessero del loro visto che Liguria, Lombardia e Friuli non hanno nascosto, ciascuna per proprio conto, la volontà di non esser della partita. L’obiettivo politico di chi ha già detto sì, pertanto, è quello di starci dentro tutti, nel rispetto delle singole possibilità di ricezione e smaltimento. Quel che è certo è che l’Emilia-Romagna – un inceneritore per ogni provincia, eccezion fatta, a oggi, per Parma – sia tra quelle considerate maggiormente capaci di dare una mano per risolvere il problema che affligge Napoli (non a caso non è mancato chi ieri, scagliandosi contro l’ipotesi, ha tirato in ballo polemicamente il cosiddetto «solito soccorso rosso»).
Ed è assai probabile che proprio in queste ore da Bologna parta il giro di ricognizione verso nord e verso sud. Il primo passo, però, è capire quanti sono realmente i rifiuti complessivi che dalla Campania devono essere traghettati altrove. A seguire, occorre stabilirne la composizione, e, a ruota, la destinazione: quali devono finire in discarica e quali nell’inceneritore. Una volta stabilito quante regioni concorrono (domani a Roma una mega riunione tecnica), si procede con l’esame dei singoli territori. A catena, la spartizione. Provincia ed Enìa intanto tacciono, in attesa di una decisione che arrivi a coinvolgerli. Ma a tal proposito, ieri è subito insorto il senatore Giampaolo Bettamio, coordinatore regionale di Forza Italia, che ha bacchettato il governatore: «Prima di prendere impegni, Errani dovrebbe consultare i cittadini e gli enti locali della Regione, tanto più che già in passato l’Emilia-Romagna ha notevolmente contribuito a tamponare situazioni di emergenza di altri territori».
Sempre ieri, però, è stato l’assessore Zanichelli a sottolineare che «la riunione a Palazzo Chigi tra governo, Regioni e rappresentanze locali è stata positiva». «Innanzitutto – ha proseguito – perché il presidente Prodi ha proposto il tema non come un fatto di quote da suddividere tra Regioni, ma come grande questione di responsabilità e credibilità del Paese. Inoltre, l’incontro è stato positivo perché le Regioni hanno condiviso la proposta del presidente dell’Emilia-Romagna Errani sull’impostazione di un tavolo tecnico, che approfondirà nelle prossime ore la loro partecipazione nell’ambito e sulla base delle condizioni e disponibilità di ognuna. In questo contesto non si è parlato di numeri, ma è evidente che l’Emilia-Romagna darà un contributo nelle condizioni che saranno concordate, facendo la propria parte come le altre istituzioni».
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